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Churchill, il vizio della democrazia di Carlo Giuseppe Gabardini

In un libro che è una vera e propria dichiarazione d’amore all’Europa, Carlo Gabardini riflette sull’eredità di Winston Churchill.

È più semplice di quello che sembra. In assenza di maestri viventi, chi potrebbe finalmente spiegarci che è una follia credere che la politica sia di per sé un male, e che ha invece un ruolo fondamentale nelle democrazie di oggi? E chi potrebbe spiegarci che l’Europa è il piano lungimirante scaturito da due sanguinose guerre mondiali e dunque tocca diventare fieri di essere europei? Chi? Winston Churchill! Morto da più di cinquant’anni, ma vivo come non mai nel racconto travolgente di un autore che mentre lo scopre se ne innamora e gli chiede aiuto. Churchill è un po’ il nonno di tutti noi europei, un nonno che tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta senza mai arrendersi, si dà sempre al cento per cento, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto per giorni o mentre fa uno dei suoi due quotidiani bagni caldi. Fu primo ministro, passò il proprio sessantanovesimo compleanno all’ambasciata di Teheran assieme a Stalin; nel 1930 in un discorso parlò di Stati Uniti d’Europa, vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 e aveva un’àncora come quella di Braccio di Ferro tatuata sull’avambraccio. Insomma, uno da stare ad ascoltare, uno di cui essere fieri, uno che ti fa sentire forte e felice di essere europeo. Perché se è vero che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora, è bene allora che diventi un vizio, nella speranza che sia difficilissimo poi smettere.

In una giornata come questa non potevamo che consigliarvi un saggio davvero favoloso.

Edito da Rizzoli, questo libro rappresenta un bellissimo saggio politico in cui, tramite la figura imponente di Churchill, Gabardini vuole ricordarci due importanti punti che oggi tendiamo a dimenticare troppo facilmente: l’importanza della vera politica, quella fatta bene, in cui i politici si dedicavano davvero alla cosa pubblica ed il vero valore dell’Europa, nata per unire diversi paesi e culture e creare una sensazione di “comunità” dopo un periodo buio della storia.

Il libro è scorrevolissimo e molto piacevole da leggere. Riesce a farci riscoprire l’essenza di un personaggio storico-politico che ha fatto l’Europa.

Potete comprare il libro QUI o in qualche libreria

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