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Chiacchierata con Violetta Rocks, da YouTube ai fumetti

In prossimità dell’uscita del suo primo fumetto in collaborazione con Tarma, oggi facciamo una piccola chiacchierata con Violetta Rovetto, in arte Violetta Rocks

Come nasce la tua passione per cinema e teatro?

Ho sempre avuto una fascinazione per il cinema da quando ho memoria. Il mio primo film in sala fu “La Sirenetta” all’età di 3 anni, ma ho iniziato ad approcciarmi a cinema e teatro in maniera più diretta tra i 15 e i 17 anni, quando ho iniziato a studiare recitazione e successivamente montaggio audio-visivo, regia e doppiaggio in sala.

Chi ha ispirato il tuo percorso artistico?

Posso dire di essere cresciuta con i classici Disney e i film d’avventura e fantascienza anni ’90, non so se abbiano ispirato il mio percorso artistico, ma sicuramente lo hanno influenzato.

Come nasce il format ViolettaRocks?

Violetta Rocks è nato nel 2011. All’epoca aveva un altro nome, c’era il “Violetta” ma non c’era il “Rocks” e nasce dal desiderio di sperimentare ciò che stavo studiando all’epoca ovvero la comunicazione tramite i canali della recitazione e del video-making. All’epoca Youtube non era come oggi, la piattaforma non era eccessivamente popolata e non si capiva ancora bene come funzionasse la monetizzazione. Quello che avevo in mente io era avere una vetrina e un canale di comunicazione proiettati verso persone che avessero le mie stesse passioni e/o studiassero i miei stessi argomenti, poi nel tempo è diventato il mio lavoro attuale.

Prossimamente uscirà il tuo fumetto scritto in collaborazione con Tarma … come nasce questo fumetto?

Il fumetto si intitolerà “Il Migliore dei Mali”. Il soggetto e la sceneggiatura sono stati scritti da me, mentre Tarma si è occupato di realizzare i disegni. Il progetto è nato alcuni anni fa, prima ancora che conoscessi Tarma. Scrivo soggetti per il cinema da quando avevo 17 anni, quindi ne ho accumulati parecchi nel tempo. L’idea per “Il Migliore dei Mali” (che all’epoca aveva il titolo provvisorio di “Heritage”), mi venne nel 2013, ma allora avevo concepito i protagonisti già come degli adulti e poi man mano, lavorandoci, ho deciso di partire invece dalla loro pre-adolescenza. L’idea è quella di realizzare tre storie auto-conclusive che raccontano la pre-adolescenza, l’adolescenza e l’età adulta dei protagonisti.

Cosa ti ha ispirato ad ambientarlo in Italia?

Ho deciso di ambientarlo in Italia perché è il paese in cui sono nata e cresciuta, perciò è un luogo che conosco, che ho vissuto e vivo tutti i giorni. Penso che sia importante per un autore raccontare ciò che si conosce meglio, perciò la mia scelta era tra creare un mondo interamente di fantasia (soggetto quindi a regole create da zero) oppure partire da qualcosa che conoscevo già, soprattutto perchè la storia è ambientata negli anni ’90, quando io avevo l’età dei protagonisti.

Altri progetti interessanti per il futuro? 

Un mare. Se ne avrò la possibilità perchè il pubblico apprezzerà le storie che vorrei raccontare, prevedo una produzione piuttosto lunga. Ho moltissimi progetti in cantiere pronti a partire. “Il Migliore dei Mali” scalfisce solo la superficie.

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