Film, Parliamo di...

Il caso Cucchi e gli ultimi giorni di vita di Stefano diventa un film dal titolo “Sulla mia pelle”.

Mai come in questi giorni si torna a parlare del caso Cucchi a seguito delle confessioni fatte dal carabiniere Francesco Tedesco. Il caso Cucchi per chi no ricordasse bene la vicenda (o non si è mai realmente interessato) ha come sfortunato protagonista Stefano Cucchi, giovane geometra romano che, il 22 ottobre 2009, a seguito di una custodia cautelare per spaccio di droga, morì in carcere a causa delle gravi lesioni riportate a seguito di un pestaggio da parte di alcuni carabinieri.

Oggi voglio parlarvi del caso Cucchi perché ritengo scandaloso che ai nostri giorni debbano ancora accadere certi abusi di potere ingiustificati e rabbrividisco al pensiero che solo nel 2017 i detenuti morti in carcere siano bene 123 di cui 52 i suicidi.

Questo senso di rabbia nei confronti di questi eventi inammissibili è racchiuso benissimo nel film Sulla mia pelle , film che racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, dall’arresto alla morte.

Film bellissimo e molto toccante che rappresenta in modo eccezionale il corso degli eventi e racconta in modo più o meno fedele Stefano.

Il film è stato prodotto da Lucky Red e Cinemaundici ed è stato distribuito sia nelle sale cinematografiche da Lucky Red sia su Netflix (per arrivare ad una quantità di spettatori maggiore).

Il regista Alessio Cremonini e la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan hanno ricostruito gli eventi in modo meticoloso leggendo all’incirca 10 mila pagine di verbale.

Ad interpretare Stefano troviamo Alessandro Borghi che ha fatto un lavoro eccezionale nella rappresentazione e ricostruzione di ciò che era Stefano, tutto ciò prendendo ispirazione da diversi elementi quali il libro Il corpo del reato di Carlo Bonini, il libro Volevo dirti che non eri solo scritto da Ilaria Cucchi (sorella di Stefano), e il documentario di Maurizio Cartolano dal titolo 148 Stefano – mostri dell’inerzia (da quest’ultimo ha estrapolato elementi che gli potessero permettere di avvicinarsi il più possibile a quella che era la gestualità ed il modo di parlare di Stefano). Borghi ha inoltre effettuato una dura preparazione fisica di circa tre mesi perdendo circa 18 kg ed arrivando ad un peso totale di 62 kg (se consideriamo che Borghi è alto 1.83 capiamo quanto sia stata dura arrivare ad un tale obbiettivo).

Si tratta di un film di denuncia disarmante che dipinge uno Stefano Cucchi non come un santo, ma con tutti i suoi difetti e con quella sua paura di denunciare gli abusi subiti, con la speranza, magari, di parlare e denunciare l’accaduto quando sarebbe tutto finito.

Un film sfacciato e duro che ci mette difronte alla realtà e ci mette nelle condizioni di riflettere sul valore della vita e sull’importanza di denunciare subito determinate violenze.

Non posso far altro che consigliarvi di vederlo e riflettere sull’accaduto.

Un pensiero riguardo “Il caso Cucchi e gli ultimi giorni di vita di Stefano diventa un film dal titolo “Sulla mia pelle”.”

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