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Una chiacchierata con Luca Manfredo

Oggi vi presentiamo Luca Manfredo, giovane autore emergente “Thriller Fantasy” che ci parlerà del suo primo romanzo, “The Awakening of the Shadows”, in uscita nei prossimi mesi.

  • Prima di tutto, chi è Luca Manfredo nella vita di tutti i giorni?

Inizio con il presentarmi ai lettori del blog. Mi chiamo Luca Manfredo, e nella vita di tutti i giorni faccio principalmente il grafico, ma mi dedico anche alla programmazione di siti web e al marketing.

Nella vita di tutti i giorni sono anche un ballerino di Hip Hop con finalità agonistiche, un altro importante tassello nel puzzle della mia vita.

E ultimo, ma non tale per importanza, sono anche un fiero e orgoglioso scrittore, oltre che accanito divoratore di libri.

  • Come ti sei avvicinato al mondo della scrittura, e soprattutto al genere Thriller Fantasy?

Il mio avvicinamento al mondo della scrittura è stato un atto tutt’altro che volontario. Fino al 2008, lo ricordo bene, leggere di narrativa non mi piaceva per niente. È stato un percorso lento ma inesorabile, come una goccia d’acqua che ha scavato nella roccia un buco sempre più profondo, fino a raggiungere la mia quotidianità. Da quell’anno ho sempre avuto un libro da leggere sullo scaffale.

Tutto, però, è iniziato prima, quando ero ancora un bambino. Mi ricordo che nel buio della mia cameretta, prima di addormentarmi, senza nessuna distrazione, la mia mente vagava libera, come ancora accade tutt’oggi, a 29 anni.

Un giorno mi sono detto: «Forse posso provare a scrivere una di queste storie. Chissà, magari potrebbe uscirne una ventina di pagine».

Invece, tutto si è sviluppato naturalmente, senza sforzi o arresti. Un giorno ho impugnato la matita, preso un foglio e una gomma, e ho cominciato a scrivere le prime righe. Allora non sapevo che quello sarebbe stato l’inizio di un lungo e appassionante viaggio. Se a oggi ripenso a quei primi momenti, mi emoziono ancora!

Sinceramente non mi sarei mai aspettato di poter scrivere tanto, arrivando addirittura a una trilogia densa di contenuti, in cui ho riversato tutto un amore imprevisto per quell’attività iniziata come un blando tentativo e che ancora oggi accompagna la mia quotidianità.

Per quanto riguarda il genere narrativo, la mia iniziale intenzione era… No, forse non avevo una vera e propria intenzione. Forse sapevo che trattando il soprannaturale mi sarei spinto verso il genere “Fantasy”, ma non mi ci sono mai soffermato davvero a pensarci.

All’inizio sapevo appena ciò che stavo facendo. Era la mia prima esperienza come scrittore.

Tutto si è evoluto per proprio conto, dalla stesura della trama, alle caratteristiche dei personaggi; insomma, ogni cosa. Lo stesso è accaduto per il genere narrativo.

Quando la storia ha iniziato a prendere forma, il mio desiderio è stato di vergere verso lo “Urban Fantasy”, come il genere trattato dalla mia autrice preferita. In grande parte è stata mantenuta l’intenzione. Nella mia visione del Fantasy, il soprannaturale si affianca a scenari urbani e dalle connotazioni realistiche in cui il lettore si può anche immedesimare, poiché le ambientazioni non si discostano da aspetti concreti e realmente esistenti. Insomma, un Fantasy non eccessivo, un palcoscenico in cui il realismo recita al fianco del soprannaturale, in armonia.

Il Thriller, che non mi lincino gli amanti del genere, è stato adottato per i soli ritmi della narrazione. Ormai stavo creando un mio mondo e non volevo sapere quali regole d’etichetta stavo violando. Questi somigliano a un elettrocardiogramma, un altalenamento continuo che può non essere regolare, un rimbalzo imprevedibile tra quiete e frenesia che penso contribuisca a rendere la lettura molto più frizzante.

Posso quindi dire che il mio libro rientra sotto l’insolita etichetta del “Thriller Fantasy”, un connubio di stili che si è sviluppato in modo autonomo, così come ogni aspetto della storia.

  • Quali autori hanno influenzato maggiormente sulla tua scrittura?

In realtà, la lista non è molto lunga.

Nella mia personale libreria si possono trovare molte autrici e autori, anche se pochi sono quelli che reputo mi abbiano davvero influenzato.

La vincitrice di questa gara e prima e indiscussa classificata è Stephenie Mayer, l’autrice di Twilight. Il suo libro è stato il catalizzatore che ha acceso in me la passione per la sola lettura; quella della scrittura si è sviluppata molti anni più tardi, con la lettura di altri innumerevoli libri. Ho amato da subito il suo stile narrativo, il modo di descrivere le emozioni, le figure retoriche con cui enfatizza ogni passaggio… Davvero, nel leggere quelle ipnotiche righe, sentivo il respiro di Bella.

Un ringraziamento per la mia formazione di scrittore lo devo anche a Suzanne Collins, autrice di “Hunger Games”.

E poi a E.L.James, autrice della saga “50 sfumature”. È stata di enorme aiuto quando ho riesaminato un piccolo pezzo un po’ “piccante” all’interno della storia.

Non posso tralasciare Lisa J. Smith (I diari del vampiro/delle streghe) e Kelley Armstrong (la saga iniziata con Bitten).

Un bel paniere assortito e ricco di prodotti originali che ho davvero apprezzato.

immagine-intervista-luca-manfredo

  • Fra qualche mese potremo leggere il tuo primo romanzo “The Awakening of the Shadows”. Come nasce l’idea di questo romanzo e di cosa parla?

Come ho anticipato prima, tutto è nato come un esperimento, poi naturalmente cresciuto in modo inaspettato.

La storia ha come protagonista Roy Blaiker, un giovane e brillante archeologo che, assieme ai suoi colleghi, si ritrova ad affrontare l’incombenza di un nuovo mistero. Partirà alla volta di Bridge Fall, un piccolo paese incastonato tra i monti per far luce sul nuovo reperto rinvenuto durante uno scavo in una miniera d’argento.

Lo studio del ritrovamento porterà con sé tutto il fascino dell’ignoto per qualcosa di mai visto prima, una passione che sarà destinata a smorzarsi con l’avvenire di strani eventi.

Il seme germogliante della paura inizia a fiorire, portando con sé un vortice di ansia così inspiegabilmente intenso per Roy da risvegliare un incubo dal suo difficile passato d’infante. Un passato che credeva di aver sepolto per sempre.

Ma quello stesso persecutore della sua mente si dimostrò più reale di quanto avesse mai creduto. Quella volta, però, il suo nemico divenne portatore di una possibilità… e di una conferma. Qualcosa di oscuro stava accadendo su quelle montagne.

Qualcosa si era risvegliato. E per fermarlo Roy avrebbe avuto bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Poi, la conferma a tutte le sue paure. Un brutale omicidio commesso dinanzi i suoi occhi svela ogni dubbio, mostrando con chiarezza un’orribile verità: il fautore di quei macabri eventi non era… umano.

Nuove forze fecero il loro avvento, spingendo ogni cosa verso il baratro di una degenerazione veloce e incontrollabile, qualcosa dall’incedere inarrestabile.

Roy doveva salvare i suoi compagni. E sua moglie, rimasta in città. Ma contro i soprannaturali nemici, la sua condizione non poteva nulla, niente che fosse in grado di fermare il male che si era messo in moto.

Quanto lontano dalla sua umanità sarebbe stato disposto a spingersi per salvare chi amava?

Direi che per il momento è tutto. Per il resto, bisognerà attendere il libro.

  • Hai da subito pianificato di scrivere una trilogia oppure l’idea è nata strada facendo?

L’intenzione di una trilogia non era stata neppure presa in considerazione, all’inizio, soprattutto nel periodo di stesura di quello che è diventato poi il primo libro.

L’idea è maturata alla fine del secondo volume, quando mi sono accorto che la storia aveva ancora molto da raccontare. In questo mi sono sempre lasciato andare alla deriva, allontanandomi da ogni decisione presa in merito alla lunghezza. Non mi sono mai permesso di allungare o troncare un evento; ho sempre lasciato che tutto si sviluppasse con naturalezza, senza forzature, e questo ha richiesto un terzo e conclusivo volume.

Ciò che è iniziato come un blando tentativo di scrivere 20 pagine alla fine è cresciuto fino a divenire una trilogia. Non posso che esserne fiero e provare un grande senso di gratitudine per la possibilità che la storia stessa mi ha consesso di narrarla, di essere il suo portavoce.

  • Hai altri progetti in mente?

Sì. Ho appena finito di scrivere una nuova storia, completamente diversa da questa, qualcosa che vedrà la luce negli anni futuri ma che in gran parte è già viva, completa e pulsante sulla mia scrivania, in attesa che la ribatta tutta a computer dal manoscritto. Sarà un’altra occasione per emozionarmi ancora. E chissà, magari anche per emozionare i futuri lettori.

 

 

Per chi volesse altre info sul romanzo e sull’autore potete consultare il ->sito<- di Luca Manfredo.

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